Il poker è l’ennesimo feudo maschile in cui le donne cominciano a farsi largo prepotentemente. Del resto la mania del poker è sempre più diffusa, basti pensare che solo in Italia i giocatori che animano i tornei ufficiali sono raddoppiati nel giro di pochi anni. Il poker, nella sua variante mediatica più conosciuta, ovvero Texas hold’em, ha raggiunto sempre più persone e la cerchia di appassionati si è estesa a macchia d’olio.
E poi, tra i semplici appassionati, sono emersi sempre più giocatori che finiscono per giocare a poker a tempo pieno, facendone addirittura un lavoro che permette loro di avere guadagni decisamente ragguardevoli. E le donne? Anche loro si appassionano di poker. Magari cominciano a giocare online, oppure si avvicinano al poker per pura curiosità, magari perchè il loro compagno è già un appassionato.
All’estero le donne che giocano a poker, pur essendo ancora una minoranza rispetto agli uomini, sono ormai una realtà affermata. Tra di loro molte si sono già affermate come campionesse molto difficili da battere al tavolo. Qualche esempio? Sicuramente gli appassionati avranno sentito almeno una volta i nomi di campionesse come Annie Duke, Isabelle Mercier, Vanessa Rousso e Annette Obrestad, giocatrici professioniste che hanno fatto del poker la loro vita e che sono temutissime da molti uomini. In Gran Bretagna è molto famosa Victoria Coren che è ormai un personaggio pubblico di successo, oltre che una campionessa di poker. Scrive rubriche per diversi magazine britannici e presenta programmi televisivi tematici dedicati ovviamente al poker. In più ha anche scritto un libro dedicato alla passione della sua vita, dall’eloquente titolo”For richer for poorer – a love affair with poker”.
Anche in Italia le donne si stanno facendo strada nel poker professionistico e sempre più ne stanno facendo uno stile di vita. Ci ha molto incuriosito una video inchiesta realizzata da Mtv, che è andata a spulciare nel mondo neanche troppo sommerso di quelli che hanno trasformato la passione per il poker in un lavoro, e che non si perdono un torneo. E dove un profano si sarebbe aspettato di trovare uomini di mezza età con aria impenetrabile e sigaro in bocca, troviamo invece tantissimi ragazzi giovani, molti sotto i trenta anni, e soprattutto tante ragazze. C’è chi con i soldi delle vincite si paga l’università o si concede sfizi costosi, chi addirittura ha lasciato un lavoro ordinario e ora conduce uno stile di vita molto più agiato grazie al poker.Insomma: non solo passione per un gioco oggettivamente coinvolgente, che richiede abilità come intuizione, pazienza, aritmetica, psicologia, lettura del gioco e certo, anche fortuna. Ma anche un vero e proprio stile di vita.
Lo stile di vita del giocatore di poker professionista? Ci vuole totale dedizione al poker, in cui come dicono anche i più grandi campioni c’è sempre da imparare. Molti dedicano al gioco molte ore al giorno. Se infatti le vincite cominciano a essere costanti possono cambiare lo stile di vita, consentendo guadagni consistenti e permettendo di gestire con grande libertà il proprio tempo, rispetto a quanto accade con un lavoro normale.
Le donne del poker spesso cominciano per curiosità, oppure per seguire il compagno già appassionato. Non a caso molti finiscono per partecipare ai tornei in coppia fissa, facendosi conoscere proprio per questo. C’è da dire però che le donne riescono a ottenere molta più visibilità degli uomini, specie quando vincono. Una donna brava a poker fa decisamente più notizia.
Apparentemente svantaggiate, le donne hanno in realtà parecchi assi nella manica quando siedono al tavolo verde. A cominciare dagli espedienti apparentemente più “biechi” che consistono nello sfruttare a proprio favore quei luoghi comuni che normalmente vanno a sfavore delle donne. Molte giocatrici non fanno mistero di vestirsi e truccarsi in maniera tale da sembrare più giovani o più fragili di quello che in realtà sono, proprio per dare l’illusione di essere un avversario facile da battere. Anche se la realtà è ben diversa.
Molti di questi segreti li svela un’altra giocatrice americana famosa, Cat Hubert, nel suo libro Outplaying the Boys: Poker Tips for Competitive Women. Senza girarci troppo intorno, la Hubert, svela come sfruttare a proprio favore i classici luoghi comuni sulla “debolezza” delle donne con l’esplicito fine di massacrare i maschietti al tavolo verde. Gli uomini infatti, tendono a pensare che le donne siano tutte tendenzialmente fragili, emotive e incapaci di bluffare.
Sono pochi i giocatori così professionali da porsi di fronte a un avversario donna come se si trattasse di un qualsiasi altro giocatore. Alcuni pensano di poterle intimidire con un gioco audace, altri cercheranno di essere galanti, altri ancora cercheranno di mettersi in mostra la loro abilità con lo scopo di affasicnare la donna. In tutti questi casi il livello di gioco degil uomini tende a scendere, lasciando via libera alle abilità femminili.
Perchè in realtà, trucchetti a parte, molte delle qualità tipiche delle donne finiscono per favorirle al tavolo verde. Qualche esempio? Le donne hanno per natura una maggiore capacità di analisi, sono più caute, hanno maggiore capacità di imparare dagli avversari, specie quando perdono, gestiscono il denaro in maniera più accorta, hanno più pazienza e per giunta hanno anche più intuito e sesto senso.
Gli uomini d’altro canto sanno rischiare di più (caratteristica importante nel poker) e sono più efficienti nel ragionamento logico e nell’azione immediata. Insomma: in realtà la lotta è tutt’altro che impari e i successi di tantissime pokeriste lo dimostrano, vedi Irene Baroni,Sara Viozzi,Tania Scremin e molte altre che tengono alto l'onore del THE non permettendo di essere discriminate al tavolo verde. Il Poker non ha sesso nè colore.............(cit.blog)